Il primo libro che ho letto, il primo vero libro da grandi, dopo gli scaffali stracolmi di Topolino e Minnie, è stato La passione secondo Thérèse di Daniel Pennac e chissà che non abbia influenzato i miei amori “spettacolari e sfortunati” a venire o il mio amore per la ville lumière, mia seconda casa per una breve parentesi di vita. In fondo i libri questo fanno, creano fuori e dentro ai tuoi occhi un mix di vita reale o immaginata, che non sai dove finisce una o inizia l’altra.
Poi c’è un altro tipo di “primo libro”, quello che ti vede dall’altra parte della barricata a guardare il lettore che lo sfoglia mentre pensi con quel filo di emozione e disperazione insieme “Gli piacerà?”. Non vorrei usare paroloni, resto sempre una scarsona che ha partorito una piccola storia interamente autoprodotta, ma ora se penso al MIO primo libro la mia mente ha davanti un bivio. E per la prima volta, davanti a questa biforcazione, non temo nessuna delle due strade perché entrambe mi appartengono.
Questa copertina è una piccola anteprima di The red glasses girl.
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