Odio l’estate. Odio l’estate ogni maledetta estate. Sì, la odio. O-D-I-O. 

Il caldo esplode, tormenta, immobilizza. Tutto sembra andare veloce, e poi pianissimo, poi ancora veloce, poi ancora piano, come se ogni cosa perdesse il suo passo di sempre. Come se io perdessi il mio passo di sempre. 

L’estate per me è la vita che ti fa lo sgambetto, sono io che inciampo e mi sbuccio le ginocchia, sono le mie collanine in cui inanello brutti ricordi, spiacevoli sorprese, ridicoli dolori. Altro che conchiglie. 

Ho una vasta collezione di odiosissime estati. C’è stata l’estate del primo cuore infranto, quella dell’amica perduta, quella dell’ospedale in riva al mare, quella dei tragici addii all’adolescenza, quella degli occhiali rotti sul pavimento, quella in cui si è spezzata per sempre mia madre.

Ogni estate cambia, ogni estate mi cambia e come il caldo, esplodo, mi tormento, mi immobilizzo. 

E allora rinuncio. A ricominciare, a parlare, a ribellarmi, a cercare di invertire l’ordine delle cose. Come con i temporali estivi, con i piccoli devastanti uragani tropicali: mi trovo un riparo sicuro, asciugo le lacrime, raccolgo il coraggio, rattoppo ogni scucitura e aspetto che passi.

Spero che a breve rinfreschi un po’.