Avevo una bici una volta, una bici bianca di seconda mano, forse anche di terza, comprata al mercato per pochi spiccioli. La riverniciai di nero, un colore che al tempo mi si addiceva parecchio e non perché era predominante nel mio armadio, come d’altronde lo è ora. Ci ho girato la città in lungo e in largo, a tutte le ore: di giorno andando all’università o al lavoro, di pomeriggio per un caffè con gli amici, di notte tornando a casa in stati a dir poco “senza freni”. La bici non è un semplice mezzo di trasporto, è una compagna. Qualcuno aveva un cane, un gatto, un canarino, io avevo un bolide a due ruote da compagnia. Non ci fermavano i semafori rossi, i marciapiedi, i portici affollati del sabato pomeriggio. Adoravamo andare al parco e pedalare insieme lungo il fiume. Ed è proprio lungo il fiume che un giorno le ho detto addio, un’ultima pedalata ancora con Lucio Battisti che cantava nelle cuffie dell’ipod. Era il tempo di lasciare, di andare via, di affidare a qualcun altro la mia due ruote.

Ho una bici nuova, adesso, una bici diversa, una non comprata al mercato, una costruita da me. Pezzo dopo pezzo, le mani sporche d’olio ho messo insieme tutti gli ingranaggi e sono rimasta a guardarla. Un po’ mi faceva paura salirci su. “E se non mi reggesse? Se non dovesse funzionare? Se qualcosa è stato montato storto?”. Ripensavo alla mia vecchia bici, con le ruote sempre sgonfie, con lo spago a bloccare il parafango, il freno destro difettoso, eppure sapevo come farla andare e lei andava.Poi un giorno ho capito, ho capito che non esisteva un altro modo se non pedalare e ho pedalato. Perché se ho voluto la bici, non posso far altro, è la sua natura e anche la mia. Cosa è successo? È successo che ancora non sono scesa.

A questo punto forse a qualcuno sarà chiaro che la bici di cui parlo, non è proprio una bici, o forse non è altro che quello. Quello che è sicuro è che stavolta nessuno l’ha usata prima di me, e nessuno la userà dopo. Questa bici mi appartiene e insieme alle mie gambe ci ho messo sopra a pedalare il cuore. Sarà per questo che non sono riuscita a scegliere un solo colore e alla fine l’ho riverniciata con tutti.

Life goes.

La vita va avanti.

Un pedale alla volta.