Mi farò chiamare Nina, metterò un vestito dorato per ballare sul tetto di Roma deserta d’estate con te. La luce della luna rimbalzerà dal mio vestito al tuo viso, in mille sprazzi di luce, e tra quegli sprazzi aspetterò che si infili un tuo bacio. Mi sdraierò a San Lorenzo a guardare le stelle esprimendo un desiderio per tutti prima di desiderare qualcosa per me. Poi andrò a prendere il sole in un quadro di De Chirico e la smetterò di avere paura di essere normale, di volere cose normali e comincerò soltanto a essere (em)me. Mi chiamerà di notte l’ufficio degli oggetti smarriti per dirmi che è stato perso il tuo cuore, ma non preoccuparti l’ho ritrovato stamattina tra i miei origami a colazione. Ora infilerò il vestito rosso, correrò da te e te lo riattaccherò con una abbraccio per non farti partire mai più, per non farmi partire mai più.

Film di Elisa Fuksas
Parole di emme